Asfalto

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Testo: Asfalto
di Denken

L’autostrada è un flusso. Ci penso e percorro 650 km, zigzagando la stanchezza del giorno lavorativo, dell’anno, di tutto e la paura che i miei siano preoccupati a vedermi così stanco. Lo sono e non riesco più a non darlo a vedere. Ascolto un podcast che ogni tanto riprendo, Rider nella notte. In qualche frase mi ci rivedo, persino in quel ruolo mi ci sono quasi rivisto, in quel tempo. Ognuno ha la propria motoretta, ognuno ha la sua Veronica prima o poi.

(Strade, led, camion e grandi marchi. Ciò che passa davanti agli occhi è la pubblicità del nostro tempo, la nostra effimera esistenza nel bisogno di non si sa cosa).

Una Skoda, a fianco, sono intorno Roma e c’è un tratto che sembra un vialone. Un pezzo di autostrada che viene accolto dai lampioni. Mi viene da guardare nell’auto. Una coppia, lei bionda sulla spalla di lui che guida sornione la sua station wagon sorridente come può esserlo chi, in quel momento, non cambierebbe nulla.

Gli sorrido e ci sorridiamo, incrociamo i nostri sguardi. Lui in un momento, io in un ricordo che non esiste. E un qualcosa che per quanto bello non sento più di volere. Lo saluto, mi saluta. Accelero e volo via senza far molto rumore. Ho abbastanza cavalli da sparire, da lui, da me.

(Possiamo sapere chi siamo, se dimentichiamo da dove veniamo? La risposta è sempre no).

Asfalto testo di Denken
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